IRENE GUIDETTI

INTERVISTA A IRENE GUIDETTI

Bercanacuprum.it

Quando hai desiderato, per la prima volta, creare gioielli? Quando è iniziato il momento in cui hai pensato: "Adesso comincio a creare"?

Alle scuole superiori ho frequentato l'Istituto d'Arte, indirizzo oreficeria, e lì è nato il primo gioiello in ottone: era un anello, un anello in ottone bombato, creato nell'anno 1996.

È stato un periodo molto creativo, perché c'era anche la recitazione, il giornalino della scuola e tantissime ore di laboratorio, di creazione e di progettazione dei gioielli. Mi sono anche molto divertita.

Da dove nasce l'idea di utilizzare il rame come materia principale?

Tra i materiali non preziosi, il rame è il più caldo e ha anche delle proprietà curative. Per me rappresenta proprio questo: il calore e l'equilibrio che porta mentre lo lavori e anche l'aspetto curativo, di cui può beneficiare sia chi lo indossa sia chi lo lavora.

Come scegli le pietre dure che abbini alle tue creazioni?

A dire la verità, le scelgo d'istinto: per i riflessi di colore, per la forma che mi colpisce e che immagino già assemblata al rame.

Da dove nasce l'idea di una nuova creazione: da un'emozione, da un'ispirazione o da qualcosa che vedi?

Di solito nasce da qualcosa che vedo, perché mi emoziona. Può essere anche una cosa molto semplice, molto spesso legata alla natura.

Quanto sono importanti il tempo e la pazienza dietro l'artigianalità di un pezzo unico?

Sono fondamentali, perché se non sei attento, calmo e paziente, non riesci a creare delle cose interessanti. Avendo questa quiete, riesco a fare un primo bozzetto e poi a svilupparlo.

Quando invece hai tutto incasinato intorno, non riesci. E questo vale anche dal punto di vista interiore: hai bisogno di una certa quiete per poter creare.

Quando crei un gioiello, pensi alla persona che lo indosserà?

Sì. Le mie creazioni sono state create anche con l'idea che le indossi un'altra persona, magari una persona molto più alta, oppure di un altro colore di pelle, quindi ispirata anche ad altre etnie.

Ci sono cose che a me magari non starebbero bene, ma che penso possano stare bene a un'altra persona. Mi piace creare anche pensando agli altri.

Indossi le tue creazioni?

Sì, ma in realtà indosso sempre le stesse.

Hai una creazione del cuore?

Sì, è un orecchino che ha uno dei miei colori preferiti e con una pietra bellissima, che è la fluorite.

Qual è la sensazione che provi quando vedi una donna, una persona, indossare un gioiello che ha acquistato da te?

È come se ci fosse un pezzo della mia idea che viene indossato, che viaggia, che gira nel mondo.

È qualcosa di riconoscibile, qualcosa di mio che continua a vivere attraverso un'altra persona.

Se vuoi, posso anche trasformarla in una vera intervista editoriale, mantenendo queste risposte ma rendendole più fluide, eleganti e adatte a essere pubblicate su Instagram, sito o rivista.